VISIONE

Significato, filosofia e interpretazione nel Neo Stilnovismo

«Gli occhi osservano il mondo. La visione riconosce ciò che il mondo ancora non riesce a vedere.»


Introduzione

Ogni opera d’arte nasce da uno sguardo.

Ma non tutti gli sguardi sono uguali.

Esiste uno sguardo che registra la realtà.

Uno che la descrive.

Uno che la interpreta.

Ed esiste uno sguardo ancora più profondo.

Quello che riesce a cogliere il significato nascosto delle cose.

Questo è ciò che il Neo Stilnovismo definisce Visione.

La Visione non coincide con la semplice percezione visiva.

Non dipende soltanto dagli occhi.

È un processo nel quale memoria, esperienza, cultura, sensibilità e coscienza collaborano per riconoscere ciò che ancora non è evidente.

Ogni grande artista possiede una visione.

Prima ancora della tecnica.

Prima ancora della materia.

Prima ancora del colore.

La Visione precede ogni gesto creativo.

Essa permette di riconoscere relazioni invisibili, simboli, armonie e possibilità che sfuggono a un’osservazione superficiale.

Nel Neo Stilnovismo la Visione costituisce il primo atto della Pittura dell’Anima.

L’opera nasce quando l’artista riesce a vedere oltre l’apparenza.


Che cos’è la Visione?

Nel Neo Stilnovismo la Visione è la capacità di riconoscere il significato profondo della realtà e di trasformarlo in linguaggio artistico.

Non consiste nell’immaginare arbitrariamente.

Consiste nel comprendere.

L’artista osserva il volto.

Ma vede la persona.

Osserva la figura.

Ma percepisce l’archetipo.

Osserva la luce.

Ma comprende il suo valore simbolico.

La Visione è quindi una forma di conoscenza.


Etimologia

Il termine visione deriva dal latino visio, dal verbo videre, “vedere”.

Nella tradizione filosofica il termine indica non soltanto la percezione sensibile, ma anche la comprensione intuitiva.

Nel Neo Stilnovismo questa definizione viene ampliata.

La Visione diventa il punto d’incontro tra osservazione, intuizione e coscienza.


La Visione nella filosofia

La filosofia ha sempre distinto tra vedere e comprendere.

Per Platone gli occhi possono osservare il mondo sensibile, ma soltanto la conoscenza permette di coglierne l’essenza.

Aristotele sottolinea il valore dell’esperienza.

Le tradizioni fenomenologiche riflettono sul modo in cui la coscienza costruisce il significato delle cose.

Il Neo Stilnovismo raccoglie queste intuizioni.

La Visione è il momento nel quale l’artista riconosce l’essenza prima ancora della forma.


La Visione nella storia dell’arte

Ogni grande rivoluzione artistica nasce da una nuova visione.

Giotto vede lo spazio in modo diverso.

Leonardo osserva la natura come organismo vivente.

Caravaggio trasforma la luce in linguaggio morale.

I Preraffaelliti recuperano la spiritualità dell’immagine.

Il Simbolismo ricerca la realtà invisibile.

Il Neo Stilnovismo propone una nuova Visione fondata sulla Bellezza Morale.


La Visione nel Simbolismo

Per il Simbolismo la realtà possiede significati nascosti.

L’artista non descrive semplicemente ciò che vede.

Suggerisce ciò che percepisce.

Il Neo Stilnovismo eredita questa sensibilità.

Ma la orienta verso una finalità etica.

La Visione deve contribuire alla crescita della persona.


La Visione nel Neo Stilnovismo

Nel Neo Stilnovismo la Visione rappresenta l’origine dell’opera.

Prima del Disegno Mentale.

Prima della composizione.

Prima del simbolo.

L’artista contempla.

Ascolta.

Riflette.

Solo successivamente organizza la materia.

La Visione determina:

il significato dell’opera;

la scelta dell’archetipo;

la luce;

la composizione;

il simbolismo;

la Bellezza Morale da rappresentare.


La Visione e la Donna Angelo

La Donna Angelo nasce dalla Visione.

Non rappresenta una semplice figura femminile.

Rappresenta una qualità dell’essere umano.

L’artista la riconosce prima interiormente.

Successivamente la dipinge.


La Visione e Persefone

Persefone è il risultato di una Visione simbolica.

Non è soltanto il personaggio del mito.

Diventa l’immagine universale della trasformazione.

La Visione rende possibile questa interpretazione.


La Visione e la Sibilla

La Sibilla rappresenta la Visione della sapienza.

Non predice il futuro.

Comprende il presente nella sua profondità.

Per questo motivo la sua figura occupa un ruolo centrale nel linguaggio neo stilnovista.


La Visione e la Pittura dell’Anima

La Pittura dell’Anima nasce dalla Visione.

L’artista osserva il soggetto.

Successivamente riconosce la sua Bellezza Morale.

Infine costruisce il linguaggio pittorico capace di renderla visibile.

Ogni opera è il risultato di questo processo.


La Visione e il Disegno Mentale

La Visione precede il Disegno Mentale.

Prima nasce il significato.

Successivamente nasce la struttura.

La Visione genera l’idea.

Il Disegno Mentale organizza quella idea.

Entrambi costituiscono le fondamenta della Pittura dell’Anima.


La Visione come metodo del Neo Stilnovismo

Il metodo creativo segue generalmente questo percorso:

  1. Contemplazione.
  2. Visione.
  3. Bellezza Morale.
  4. Scelta dell’archetipo.
  5. Disegno Mentale.
  6. Composizione.
  7. Simbolismo.
  8. Pittura.
  9. Velatio.
  10. Contemplazione finale.

Ogni opera nasce dalla Visione prima ancora che dalla tecnica.


Cosa non è la Visione

Nel Neo Stilnovismo la Visione:

non è fantasia incontrollata.

Non è immaginazione casuale.

Non è evasione dalla realtà.

Non è semplice ispirazione momentanea.

È comprensione.

Intuizione.

Contemplazione.

Conoscenza.


La Visione come identità del Neo Stilnovismo

Tra tutti i principi teorici del movimento, la Visione rappresenta il punto d’origine del processo creativo.

Essa collega:

  • la Pittura dell’Anima alla Conoscenza dell’interiorità;
  • la Bellezza Morale al Significato dell’opera;
  • il Disegno Mentale alla Progettazione creativa;
  • la Velatio alla Rivelazione progressiva;
  • il Simbolo alla Narrazione filosofica;
  • la Donna Angelo all’Elevazione spirituale;
  • Persefone alla Trasformazione;
  • la Sibilla alla Sapienza.

La Visione diventa così il principio attraverso il quale l’artista non copia il mondo.

Lo interpreta.


La Visione rappresenta il primo atto della creazione artistica.

Prima ancora della mano.

Prima ancora del colore.

Prima ancora della tecnica.

Essa nasce nella coscienza dell’artista e gli permette di riconoscere il significato nascosto della realtà.

Nel Neo Stilnovismo la Visione non appartiene soltanto al pittore.

Può appartenere anche allo spettatore.

Ogni opera invita infatti chi la contempla a sviluppare uno sguardo nuovo, capace di andare oltre la superficie e di riconoscere la Bellezza Morale presente nelle persone, nei simboli e nella vita.

La vera arte non insegna soltanto a guardare.

Insegna a vedere.


Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è la Visione nel Neo Stilnovismo?

È la capacità di cogliere il significato profondo della realtà e di trasformarlo in linguaggio artistico attraverso la Pittura dell’Anima.

Qual è la differenza tra Visione e Disegno Mentale?

La Visione genera l’idea e il significato dell’opera. Il Disegno Mentale organizza quella visione in una composizione concreta.

La Visione è solo ispirazione?

No. Nel Neo Stilnovismo è un processo di contemplazione, conoscenza e interpretazione della realtà, fondato sulla Bellezza Morale.

Perché la Visione è importante nella Pittura dell’Anima?

Perché costituisce il punto di partenza dell’intero processo creativo: senza Visione non esistono simboli, archetipi, luce, composizione né significato.